Una vita all’insegna dell’entusiasmo: la storia di Antonio

Una vita all’insegna dell’entusiasmo: la storia di Antonio

Una vita all’insegna dell’entusiasmo: la storia di Antonio

Da sinistra, l'operatore Giuseppe e Antonio, socio AISM

Da sinistra, l’operatore Giuseppe e Antonio, socio AISM

Sclerosi multipla, una malattia che non ammette differenze di alcuna sorta: giovani o adulti, donne o uomini, Lei c’è. Una presenza costante, quotidiana, con la quale ci si abitua a convivere. C’è chi perde l’uso della mobilità delle gambe e chi no; chi vive col terrore di ritrovarsi in carrozzella e chi, invece, ormai la sente parte di sé. Per una come me, che di malati ne conosce tanti, è una malattia come tante altre, e nemmeno ci faccio più caso: quando esco con alcuni miei amici, ricerchiamo insieme prima il bagno accessibile, poi ci chiediamo il numero di scalini presenti, poi troviamo sui motori di ricerca se c’è un parcheggio adiacente. Giunti al locale, ci facciamo spazio tra piante posizionate un po’ ovunque e tappeti vari; quando finalmente ci sediamo, sorridiamo tutta la serata. Ormai non scegliamo più questo o quel ristorante, ma il disagio minore, perché a Napoli – come in altre città italiane – di barriere architettoniche ve ne sono davvero tante.

La realtà non è rosea, ma c’è chi invece incoraggia. “Siate ottimisti ed entusiasti della vita!”, afferma Antonio, socio AISM e amico della Cooperativa Sociale “Serena”. Anche lui, destinatario del progetto “ESTATE SERENA 2015”, mediante il quale per due mesi – dal 15 luglio al 15 settembre – i malati di sclerosi multipla, così come di altre malattie e patologie, si possono sentire ascoltati, protetti, coccolati.

Con Antonio c’è un rapporto costante, anche se non sempre ha bisogno di noi. Ora è in clinica. Ormai è diventato parte di una famiglia dove il sentirsi telefonicamente o l’interessarsi all’altro è naturale. Mi racconta sovente delle sue terapie con entusiasmo, le stesse dove molti riversano le loro speranze, aspettative o amarezze.

Nei miei rari momenti no, ripenso al suo sorriso, e tutto passa. Anche il nostro progetto avrà un termine, ma non i nostri progetti solidali, da lui definiti stupendi. Così come non avrà fine il ricordo di ogni persona che ci ha contattato e la gratitudine di ognuno di loro o dei loro parenti.

Questo mi porto dentro…

Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)

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