Il BenEssere degli Anziani

Il BenEssere degli Anziani

Il BenEssere degli Anziani

I viali alberati di Villa Floridiana, al Vomero

I viali alberati di Villa Floridiana, al Vomero

Quando passeggio nei viali alberati del Vomero, a Full Article Napoli, e noto http://oceanadesigns.net/images/granite/giallo-veneziano/giallo-veneziano.jpg donne anziane, con cappellini variopinti per ripararsi dal sole, o where to buy Pregabalin in canada uomini over60 che si ritrovano con gli amici nei centri sociali o, che al mattino, ormai in pensione, sorseggiano il caffè tra una notizia de “Il Mattino” e un’altra del ROMA, ho il quadro completo di come vorrei invecchiare.

Sì, immagino così quella fase della vita in cui finalmente finisce il tempo dedicato al lavoro e inizia quello dedicato alla gestione del proprio tempo libero. Per comprendere come investirlo al meglio, raggiungendo quindi il tanto agognato benessere, l’intervista rilasciata da Sara Diamare, psicologa e psicoterapeuta, che opera all’ASL NA 1, con varie specializzazioni e autrice di molte pubblicazioni scientifiche su stili di vita e consapevolezza corporea. Ideatrice, insieme alla dottoressa Maria Montalto, di una nuova metodica di psicopedagogia dell’arte e riequilibrio psicosomatico EEICC®.

La dottoressa Sara Diamare, psicologa e psicoterapeuta

La dottoressa Sara Diamare, psicologa e psicoterapeuta

Gentile Dott. ssa Sara Diamare,lei è autrice di innumerevoli pubblicazioni scientifiche sugli stili di vita e la consapevolezza corporea.Esiste uno stile di vita “ideale” per un anziano? Se sì, lo descriverebbe? Qual è invece lo stile adottato attualmente, in base alla sua valida esperienza professionale?

“In Campania ci sono circa 60.000 pazienti anziani affetti da differenti forme di disturbi neurovegetativi (Alzheimer e altre forme di declino cognitivo) che hanno effetti devastanti sulla qualità della vita che gravano anche sulle famiglie e sulla domanda di assistenza socio-sanitaria.

Numerose ricerche hanno dimostrato come l’adozione di uno stile di vita comprendente un regolare svolgimento di attività fisica e mentale, una dieta salutare, ricca di frutta, verdura, omega-3 e carboidrati a basso indice glicemico, sia in grado di migliorare le funzioni cognitive (in particolare la memoria) e prevenire la demenza di tipo Alzheimer.

Per l’anziano la salute corrisponde al grado di autonomia funzionale, perciò bisogna promuovere un’educazione per invecchiare bene con programmi di sensibilizzazione ed acquisizione di sani stili di vita, anche attraverso tecniche di consapevolezza psicocorporea; bisogna curare e assistere gli anziani non più autosufficienti, riconoscendo e valorizzando le situazioni di autonomia residua ed infine rendere possibile agli anziani la partecipazione attiva ad azioni di promozione della salute da effettuare insieme come valorizzazione della tradizione e quale segno di vitalità della comunità stessa”

Oggi i mass media propinano sovente dei modelli di comportamento basati sulla cura del corpo e della mente (basti pensare agli spot pubblicitari sulle auto, ad esempio), per meri scopi pubblicitari. Qual è invece la differenza tra “prendersi cura di sé” e “curarsi”?

“Cura dal latino coera, esprime l’atteggiamento di premura e preoccupazione nei confronti di un oggetto, di una persona che per noi ha un valore. Ciò implica una relazione di dipendenza, dovuta al bisogno o alla necessità.

Se assumiamo tale modalità di relazione oggettivante nei confronti del nostro corpo, difficilmente riusciremo a comprenderne autonomamente i nostri veri bisogni, distinguendoli dai desideri magari veicolati dai Mass media.

Prendersi cura di sé invece indica un percorso di apprendimento per migliorare il nostro stato di salute (processo di empowerment) che dura tutta la vita (life long learning”.

Uno dei mezzi di trasporto speciali della Cooperativa Sociale "Serena"

Uno dei mezzi di trasporto speciali della Cooperativa Sociale “Serena”

La Cooperativa Sociale “Serena” offre assistenza domiciliare integrata ad anziani, disabili e malati, soprattutto oncologici. Cosa consiglierebbe alle famiglie che vivono con un malato terminale?

“Essere sereni testimoni di ciò che accade può consentirci di far sentire l’altro accolto ed amato, ma anche di prendere giuste decisioni ed efficaci provvedimenti per aiutarlo e farlo soffrire il meno possibile. A volte però voler dare soluzione a ciò che non possiamo controllare è una fuga di fronte all’impotenza ed al dolore.

La relazione che si stabilisce con il malato terminale ha valenze molto profonde e va anche al di là del rapporto affettivo con il familiare. La percezione indiretta del dolore, determina l’attivazione delle stesse strutture nervose (insula anteriore e corteccia cingolata anteriore) coinvolte durante l’esperienza personale del dolore.

Il meccanismo di partecipazione emotiva dei caregiver, più o meno consapevole, va dunque in ogni caso gestito con un adeguato ascolto dei propri bisogni, per potere sostenere il forte stress emotivo”.

Qual è invece l’atteggiamento o comportamento che dovrebbe adottare un malato di fronte al “dolore”?

“Il dolore può essere controllato da farmaci adeguati. La misurazione del dolore percepito, può consentire uno scambio verbale ed emotivo tra operatore e malato che facilita la relazione d’aiuto perché la verbalizzazione può aumentare la soglia di tolleranza.

Ma la soglia del dolore percepito è anche frutto del vissuto personale del soggetto nella relazione con l’ignoto.

L’affidarsi facilita il livello di tolleranza al dolore ed implica l’ accettazione e la fiducia in altre dimensioni meno conosciute e più profonde di sé. In tali circostanze si può apprendere come abbandonare la dimensione egoica e la paura ad essa legata, a favore di una visione più ampia del Sé”.

Lei ha messo a punto una nuova metodica di psicopedagogia dell’arte e riequilibrio psicosomatico EEICC®. La illustrerebbe? Crede sia utilizzabile dagli anziani?

L’EEICC®, Esperienza Estetica Incarnata Creativa Consapevole (Curarsi con le Immagini, RIZA SCIENZE N.272 – Gennaio, 2011) è una tecnica di psicopedagogia dell’arte e di arte-terapia che si effettua in gruppo, attraverso l’osservazione guidata e la drammatizzazione di un’opera d’arte; essa consente la crescita personale, facendo emergere e potenziando le proprie capacità creative e relazionali, anche per risolvere eventuali problematiche o disagi personali.

Tale tecnica, adeguatamente calibrata al contesto che commissiona questo intervento di arte-terapia, diviene un metodo per integrare l’anziano nella famiglia, nel gruppo di appartenenza, nella comunità, quale percorso di socializzazione, di scambio, di crescita personale, culturale e sociale”.

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Se potesse definire in poche parole la parola “benessere”, cosa direbbe?

“Il vissuto di benessere o di malessere, si fonda sulle emozioni suscitate da eventi e dalla interpretazione personale degli stessi nella relazione con gli altri. La funzione delle emozioni è di orientare le nostre azioni alla sopravvivenza e alla riproduzione (Darwin, 1872); esse, motore dei nostri comportamenti e scelte, sono la fonte della percezione di come ci sentiamo. Per star bene con noi stessi ed in armonia con gli altri bisogna avere consapevolezza delle proprie emozioni ed una gestione adeguata dei comportamenti che ne conseguono. L’aumento del benessere psicologico percepito può avere anche un effetto protettivo sulla salute, contrastando la vulnerabilità individuale allo stress acuto e cronico (Ryff CD, Singer BH).

C. Ryff valuta il Benessere personale attraverso sei dimensioni che lo rappresentano in un essere umano: l’auto-accettazione, le relazioni positive con gli altri, l’autonomia, padronanza dell’ambiente, scopo della vita, e la crescita personale. Pertanto, il concetto di benessere coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano che consentono di raggiungere, mantenere, ma anche di migliorare il loro potenziale nella società.

Il BenEssere in sintesi, può essere definito come uno stato psico-fisico e spirituale che caratterizza la qualità della vita della persona, quale condizione di armonia tra uomo e ambiente”.


Contribuire a creare questo benessere è la mission della nostra cooperativa. Aiutarci a far sorridere un tuo familiare la tua, chiama senza esitazioni allo 081.767.27.27.

Lidia Ianuario
(Riproduzione riservata ©)

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